Ove son or le meraviglie tue O regno di Sicilia? Ove son quelle Chiare memorie, onde potevi altrui Mostrar per segni le grandezze antiche?
(Dal Fazello - Storia di Sicilia, deca I,lib. VI,cap.I)
A 518 m s.l.m. e a 79 km da Catania nella regione sud-orientale dei monti Erei, alla sinistra del torrente Della Gatta.
Il territorio è menzionato sin dal tempo dei Normanni in un diploma di Simone, conte di Policastro. Nei registri di Federico II d'Aragona risulta appartenente ad Ugone di Lancia, che possedeva la metà del casale Imbaccari. Sotto Re Martino ne era signore Federico di Cardone e nell'anno 1308 passò a Bernardo Villardita di Piazza. Il paese deve la sua fondazione a don Giuseppe Paternò, barone di Raddusa, che, l'11 settembre 1610, ottenne dal Re Filippo III di Spagna e II di Sicilia la "licentia populanti", ovvero l'autorizzazione a costruire un borgo, che, successivamente chiamerà col nome della moglie, Mirabella che volle cosi onorare.
Il borgo però, iniziato a costruire nel feudo di Baudo, non ebbe esito felice a causa del clima insalubre, per cui fu necessario il trasferimento della costruzione sul poggio Imbaccari. Il 16 novembre 1630 don Giacinto Paternò, figlio di Giuseppe, ottenne la regolare licenza al trasferimento del paese. Il paese conservò il nome Mirabella fino al 1862, quando, in seguito ad una delibera della giunta municipale, Vittorio Emanuele II, Re d'Italia, stabilì il nuovo nome, ovvero Mirabella Imbaccari. Economia:
Oggi Mirabella è un attivo centro agricolo con la produzione di cereali, ortaggi, uva da vino, olive mandorle e nocciole. Sede, anche, di numerose aziende artigiane operanti nei settori della lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, del legno e dei materiali da costruzione, segherie.
E' frequentato per la villeggiatura estiva.