Ove son or le meraviglie tue O regno di Sicilia? Ove son quelle Chiare memorie, onde potevi altrui Mostrar per segni le grandezze antiche?
(Dal Fazello - Storia di Sicilia, deca I,lib. VI,cap.I)
Chiesa di San Martino-Randazzo
Piazza S. Martino
La costruzione risale al secolo XIII, ma ampliamenti e ristrutturazioni vennero attuati nei secoli successivi, specialmente dopo gli ingenti danni bellici.
Superbo e spettacolare il Campanile del Duecento policromo costruito da pietre squadrate nel basamento normanno-svevo, inalterato, a quattro dadi sovrapposti,
dove si succedono, su tre ordini, coppie di finestre bifore e trifore bicrome. Il secondo e terzo ordine sono arricchite
da monofore binate e bifore con intradosso trilobato e colonnine a bande bicrome, il quarto ordine presenta delle trifore mitrate in pietra bianca e abbellite da decorazioni.
Fu definito dal Maganuco «un’espressione musicale, il più bel campanile di Sicilia». La facciata, tardo rinascimentale, sobria ma imponente è realizzata in blocchi di pietra
lavica a due ordini, presenta delle colonne sfalsate, sulla trabeazione sono visibili delle metope in
arenaria con figure di Santi, Margini e della vergine col Bambino. Al centro un solenne portale. L'interno, originariamente ad un unica navata, ha affrontato vari interventi, dalla costruzione di
altre navate di cui l'ultima nel XV alla costruzione della cupola avvenuta a seguito dei danni subiti nella II° guerra mondiale.
All’interno, dove un recente restauro ha messo a nudo il basalto lavico delle colonne, si notano:
-il Fonte battesimale in marmo rosso, opera dell'artista messinese Angelo Riccio (1447);
-il Crocifisso di Giovan Antonio Matinati (1530), che secondo la leggenda non volle più andarsene da Randazzo.
-Un quadretto con la Pietà del XV sec.(purtroppo malridotto),
-il Ciborio gotico di marmo bianco traforato fine secolo XIV;
-un polittico attribuito ad Antonello da Saliba (XV secolo), con la "Madonna tra S. Maddalena e S. Marta" (scuola di Antonello da messina) proveniente dal vicino Monastero delle
Benedettine di San Bartolomeo;
-una statua Madonna della Misericordia di Vincenzo Gagini (1535),
-una delicata Madonna delle Grazie in marmo attribuita a Vincenzo Gagini (1535)
-due Tele di F. Patania
Curiosità:
Il crocefisso sull'altare maggiore è legato ad una storia particolare che ha tutto il sapore della leggenda: al momento di trasferire la scultura in altra chiesa,
si scatenavano violente intemperie. Da qui la decisione di lasciarlo nella sua collocazione originaria.